I nostri padri

Un pomeriggio d’autunno un mio caro amico, che di sicuro mi vuole molto bene, mi ha detto: “Vieni con me, ti farà bene partecipare ad un gruppo di Costellazioni; la conduttrice, si occupa da anni anche di selezione del personale, può darti una mano a capire anche le difficoltà sul lavoro”. Ero conciato così male? Evidentemente si, anche se non me ne accorgevo. Il mio amico aveva ragione. Superato lo scetticismo iniziale, mi sono trovato catapultato in un mondo a me del tutto estraneo prima di quella domenica.

Avevo degli antenati e facevano pure il tifo per il mio successo….roba da non credere….poi, il flash! In una Costellazione ho visto mio papà. “Papà, quando nessuno ti guarda, lo faccio io, quando tutti ti disprezzano, io ti cerco, a modo mio… alzando un po’ il gomito e…fumando con accanimento…non proprio modi salutari direi…”.

Risveglio Interiore

Lì è iniziato il mio “risveglio interiore”, lì, in quell’istante ho compreso la forza del maschile (o come diamine si dice…). Il mio papà, lontano eppure presente con lo sguardo vigile, affinché a noi figli non mancasse nulla. Non ci è mai mancato nulla, è vero; mi sei mancato tu. Non ho mai potuto condividere con te giochi, feste, svaghi. Lavoravi. O almeno è così che ci è sempre stato detto. Oggi, dopo un po’ di Costellazioni, guardandomi allo specchio ho  ritrovato in me i tuoi lineamenti, con un po’ di timore e gioia insieme. Assomigli proprio a tuo padre” mi diceva mia mamma, e non ho mai capito se fosse un complimento.

Oggi ho deciso che lo era.

So che mia mamma aveva le sue ragioni,  che non sono le mie, e amo e rispetto anche lei, profondamente. Che lavoro pazzesco che ho fatto interiormente! Sì papà, ti somiglio e non solo fisicamente: ho ereditato da te l’ostinata testardaggine a pensare che tutti abbiamo un briciolo di umanità nascosto nel profondo, un po’ di ottusa ingenuità e comunque tanta voglia di vivere. Ho imparato a non impicciarmi nelle faccende tue e della mamma: avrei dovuto scegliere da che parte stare, e non è possibile. Non si può vivere tagliati a metà. Ecco perché stavo così male senza accorgermene: ho sempre vissuto così. Ho imparato a inchinarmi, a ringraziare per ciò che ho ricevuto da entrambi e poi, a volgere lo sguardo in avanti, verso la mia vita, Si, ma quale vita? Lo sto scoprendo un po’ alla volta, integrando tutte queste parti a me ignote. Lo scopro ogni volta di più che ho il coraggio di non impicciarmi in ciò cui non posso trovare una soluzione.

Il mio papà.

Ora so che da lassù (prima  pensavo che i morti fossero morti e basta… ma che persona ero???) ascolti le mie preghiere, i miei dialoghi-monologhi; ne sono certo, almeno questo è ciò che mi dice il mio cuore. Papà, il mio papà. Ho avuto la fortuna di poterti stare accanto negli ultimi momenti, quando eri già altrove con la testa ma sapevo che mi sentivi ed eri felice per la mia presenza, un po’ impacciata. Non sei morto solo, questo è un conforto. Il mio papà, non è mai troppo tardi guardarti con i miei occhi di figlio, chiederti da lassù di vegliare su di me, di ricordarti di me e dei miei fratelli. Ti voglio bene, papà, questo te l’ho detto in una costellazione e ho pianto, felice come non mai.  Ora bevo molto meno e le sigarette sono dimezzate.

Non è mai troppo tardi.

Il mio amico la sapeva lunga… e mi piace pensare che da qualche parte, glielo hai suggerito tu papà, di portarmi alle Costellazioni. Gli hai sempre voluto bene anche tu, fin dai tempi delle superiori. Papà e mamma insieme, nessuno può scegliere, sono entrambe le nostre radici con profondo  amore, onore e rispetto.

#Padre #Successo #RisveglioInteriore #Esserealpostogiusto #Genitori #Dipendenze

Grazie.

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