Due notizie sul vischio

Aggiornamento: 24 gen

Proseguendo nella nostra passione per Madre Natura e per la sua generosità nell’esserci di aiuto e supporto, anche quest’anno affidiamo alle piante il compito di messaggere augurali per il S. Natale. Nello specifico, ci rivolgiamo al vischio che, dalla notte dei tempi è associato a questa festività!

Il vischio dell'immagine è dipinto a mano dalla nostra bravissima Anna, e realizzato su cartoncino dalla scoppiettante creativa Roberta. Qua di seguito un po' di storia e simbologia della pianta.


Uno sguardo alla tradizione dalle antiche origini

La tradizione risale ai tempi delle antiche popolazioni celtiche, tra le prime a considerare il vischio una pianta sacra. I sacerdoti celti, detti anche druidi vivevano a stretto contatto con la natura e conoscevano le proprietà benefiche delle singole piante: utilizzavano gli infusi di vischio per pozioni e preparati con cui curare le terribili e frequenti epidemie che spesso affliggevano la popolazione. Plinio il Vecchio lo definì: “pianta guarisci-tutto”, e ancora oggi trova ampio consenso e applicazione anche per le cure tumorali.

L’infuso officinale di vischio era preparato secondo rituali precisi che prevedevano il taglio dei rami con falcetti d’oro. Per i Druidi Celti l’unica varietà di vischio utilizzabile era il “Vischio quercino”, che cresce sulle querce. Il vischio è infatti una pianta parassita molto speciale: non danneggia in alcun modo la pianta che lo ospita! La storia riporta racconti di riti di raccolta del vischio in paesaggi autunnali in foreste dai colori vibranti, ricche di licheni, muschi e rovi, con alti pini, querce, faggi, e piccoli cespugli.


Un mito nordico

Un mito norvegese narra che il bellissimo Balder, dio del sole, fosse diventato invulnerabile per il volere di sua madre Friga che, per proteggerlo aveva strappato a tutto il creato, la promessa che nessuno mai gli avrebbe nuociuto. Come sempre però, la malvagità è furba: il dio Loki, mosso da odio ancestrale verso Balder, travestito da anziana mendicante, chiese a Frida chi nel creato fosse rimasto libero dalla promessa; ingenuamente Frida gli svelò che si trattava proprio del vischio. Immediatamente Loki andò a staccarne un ramoscello che, scagliato contro Balder, ne provocò la morte istantanea.


Perché il vischio a Natale

Molte leggende sul vischio derivano da questo mito e, ad esempio, nella penisola scandinava, viene raccolto alla vigilia del solstizio d’estate e i fuochi celebrativi della festa, vengono chiamati “falò di Balder”.

Questa leggenda diede anche indubbiamente origine alla cerimonia Druidica della ricerca e raccolta del vischio da parte dei sacerdoti: aveva lo scopo di privare lo spirito dell’oscurità e delle tenebre della possibilità di nuocere al dio della luce. I rametti di vischio consacrato, distribuiti ai fedeli, proteggevano dalle tentazioni maligne e rafforzavano lo spirito nella lotta contro la malvagità.


Perché ci si bacia sotto al vischio

Tutti questi riti avevano anche lo scopo di assicurare raccolti abbondanti, protezione e benevolenza. Tali credenze erano altresì rafforzate dalla sua fioritura in pieno inverno, periodo in cui la natura è spoglia e pare priva di vita.


Perché il vischio porta fortuna

Per tutto questo insieme di credenze e riti beneaugurali, al vischio è rimasto attribuito fin dall’antichità il significato di portare fortuna. In molti paesi, è ancora molto viva la credenza che il regalarlo all’inizio del nuovo anno donerebbe fortuna e felicità, e amore eterno per tutti coloro che a Natale si scambiano un bacio sotto i suoi rami, preferibilmente appesi in casa o sull’uscio di una porta.



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