Storia Cherokee e movimenti dello Spirito

Una sera un anziano capo Cherokee raccontò al nipote la battaglia che avviene dentro di noi.

Gli disse: “Figlio mio, la battaglia è fra due lupi che vivono dentro di noi. Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità. L’altro è felicità, amore, speranza, serenità, gentilezza, generosità, verità, compassione.”

Il piccolo ci pensò su un minuto e poi chiese: “Quale lupo vince?”

L’anziano Cherokee rispose semplicemente “Quello a cui dai da mangiare.”

Sulla scia di questa bella storia Cherokee, voglio condividere con voi una riflessione di B. Hellinger, sui movimenti dello Spirito e sulla necessità di ridefinirli ogni volta da capo. Sta a noi appunto, come ci insegna l’anziano Cherokee, scegliere quali nutrire:

I movimenti che ci mantengono in vita non basta fissarli una volta e in via definitiva. Si devono ridefinire ogni volta da capo, ogni attimo. Sono sempre nuovi. Tutto quello che si svolge in noi è sempre nuovo in ogni attimo. Non c’è niente di vecchio. Tutto quello che si muove, si muove via da qualcosa di esistente verso qualcosa di nuovo.  In questo modo questo spirito ci mantiene costantemente in movimento e in vita. Questa rivelazione dello spirito è una rivelazione che, per il semplice fatto di essere nuova, è in continuo divenire. E’ una rivelazione creatrice. Noi possiamo entrare nei movimenti dello spirito con una rivelazione creatrice. Questa è Mistica Naturale.

Allora, se entriamo in sintonia con questo movimento creativo, se il nostro pensiero diventa creativo, lo diventa in quanto in sintonia con questo movimento dello spirito. Allora riconosciamo qualcosa di immediatamente nuovo al servizio della vita e dell’amore.

A proposito, qualunque cosa noi pensiamo genera qualcosa. Ma non sempre questo è in sintonia con i movimenti dello spirito.

Molto, per così dire, si contrappone a questo movimento. Ma non importa. Ragionare in modo sbagliato è utile per la nostra educazione perché ne sperimentiamo le conseguenze. Solo così possiamo progredire. Quindi senza errori e senza che qualcosa vada storto non c’è progresso. Ogni progresso si basa su degli errori. Quindi essere senza errori è la cosa peggiore che possa esserci. Pone fine  a tutto.

Anche questa è mistica, una mistica molto semplice. Si basa su semplice osservazione…



Lascia un commento