IL VALORE DELLA CONSAPEVOLEZZA

Eccoci entrati nel mese di maggio, caro all’Universo femminile: colgo volentieri l’occasione per condividere un paio di riflessioni sul tema, oggi assai diffuso, commentato, elogiato… e chi più ne ha, ne aggiunga… della CONSAPEVOLEZZA. Non mi dilungherò sulla necessità di farne uno dei capisaldi della propria vita personale e professionale, bensì sul VALORE che noi donne (e talvolta anche gli uomini) attribuiamo a tutti i percorsi che spesso intraprendiamo per accrescerla.


ACQUISIRE CONSAPEVOLEZZA, UN IMPEGNO CHE PASSA SPESSO “SOTTO TRACCIA”

Già… incontro spesso donne che si danno un gran da fare nel mettersi in discussione, nel frequentare seminari, percorsi di coaching, terapie di sostegno e chi più ne ha, ne aggiunga! Non si risparmiano per capire un po' di più come vivere, come superare le difficoltà, rafforzarsi nell’autostima, evitare di puntare il dito accusatore vero “l’altro”… È innegabile la quantità di energie, tempo, risorse economiche investite… eppure spesso è come se tutto ciò fosse “scontato”, ovvero, per il solo fatto che non ne consegue un ritorno in termini economici oggettivamente misurabili e quantificabili, tutto l’impegno profuso passa sotto traccia.


ESSERE AL PROPRIO GIUSTO POSTO

Strano vero? Eppure accade così. E ne scrivo con la piena CONSAPEVOLEZZA di chi ne ha fatta diretta esperienza. Da dove viene questo atteggiamento? Spesso da molto lontano, dalla storia familiare in cui difficilmente occupiamo il nostro giusto posto, da modelli e schemi introiettati; quale il rimedio? Come possiamo noi per prime dare valore a tutto ciò che affrontiamo? Ovvio sarebbe il tornare ad occupare il proprio giusto posto, in primis nei confronti dei propri genitori; sarebbe anche saggio soffermarsi ogni tanto un po' di più, per osservare se stesse e constatare quanto siamo cambiate, quanto siamo riuscite a risolvere problematiche a vari livelli proprio grazie ai percorsi intrapresi. Insomma… soffermarsi per essere felici dei nostri cambiamenti, anche se nessuno, o pochi intorno a noi se ne accorgono, o si rendono conto che è proprio grazie ad una nostra azione, una frase, una riflessione, un comportamento nuovo, che vengono evitati tanti problemi, sia sul piano personale che professionale.


LO SGUARDO AMOREVOLE

Ecco, imparare a soffermarsi rivolgendo a noi stesse uno sguardo amorevole anziché di giudizio o auto-condanna ha a che fare con il valore che diamo alla consapevolezza raggiunta. Riporto il caso di una donna definibile, secondo parametri un po' noiosi “in carriera”. È una donna molto efficiente che, come tantissime altre, quotidianamente è impegnata nell’alchemica attività di incastro di impegni familiari, personali e professionali. Per una serie di situazioni multitasking, ha sbagliato data e orario di una riunione in presenza. Dopo una prima reazione di auto-colpevolizzazione - ovvio… ha “sprecato” tempo che avrebbe potuto impiegare in modo più proficuo... - ha colto l’occasione per rilassarsi un po', grata per quel momento inatteso di quiete. Era uno sguardo nuovo verso se stessa: dal giudizio colpevolizzante alla valorizzazione di un momento tutto per sé.


UN IMPORTANTE CAMBIAMENTO

Un nuovo equilibrio interiore. Da quel “semplice” episodio, ha compreso che in lei stava avvenendo un cambiamento importante: stava abbandonando il cliché della performance a tutto tondo, “dell’essere sempre sul pezzo”; spintasi un po' oltre nelle riflessioni, si è resa conto di quanto di fatto, questo “piccolo” cambiamento, fosse il frutto di tantissimo lavoro svolto su di sé. Un nuovo equilibrio interiore raggiunto.





Video: "Pensieri sulla Consapevolezza"

Durata: ca. 1 minuto

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